ORGOGLIO SPIRITUALE

Non facciamo propaganda della nostra spiritualità, né crediamo di avere la parola infallibile di Dio, però approfittiamo di ogni opportunità che ci si presenti per facilitare i Suoi Insegnamenti.
Anche se si ha orgoglio, bisogna cercare di essere semplici.
Non fissiamo la nostra attenzione, e facciamo in modo che nemmeno gli altri fissino la loro, in cose negative e distruttive
Viviamo una vita di preghiera costante. Ciò s’intende vivere invocando la Divina Presenza di Dio in tutte le circostanze, sia per ringraziare, benedire, invocare, decretare, affermare o dissolvere il male.
Dobbiamo ascendere direttamente alla cima della montagna, invece di sviarci per tanti sentieri che la incrociano. Non ci disperiamo per nessun motivo né ci gonfiamo; Dio ci darà tutto ciò che necessitiamo nel momento in cui ne avremo bisogno. Calma, tutto si supera e si fa tacere con l’invocazione alla Divina Presenza di Dio.
L’arbusto del mango espone e ci dá i suoi bei frutti senza orgoglio e senza falsa umiltà; lo fa con sincera naturalezza. Allo stesso modo possiamo esporre i doni che Dio ci ha dato per il servizio e l’uso dell’umanità.


Cominceremo ad essere veramente umili il giorno che ignoreremo la nostra umiltà e scivoleremo per il sentiero della vita con la pienezza, dignità e naturalezza con la quale il fior di loto espone la sua bellezza per chi lo vede e anche per chi non lo vede.
L’umiltà è il silenzio del corpo e il canto dell’Anima.
Testo estratto dal libro "UMILTÀ" da Rubén Cedeño

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